L’intenzione del tocco

Home / L’intenzione del tocco
mio fasciale

Connessione tra clinico e paziente

Il tocco manuale non è solamente una pressione locale, ma crea una relazione con un sistema biologico più ampio. Ogni volta che un terapista appoggia una mano sul corpo del paziente si instaura una relazione biologica che coinvolge componenti meccaniche, percettive, neurofisiologiche ed elettromagnetiche. Attraverso il contatto manuale, il clinico non si relaziona soltanto con il distretto toccato, ma con un organismo le cui cellule e i cui tessuti sono inseriti in una rete di comunicazione continua, tenendo in considerazione che le cellule sono sensibili alle informazioni esterne (oltre a quelle interne). Questo significa che, quando la mano del clinico entra in contatto con il corpo del paziente, si crea una condizione di scambio in cui stimoli meccanici, percettivi e elettromagnetici possono influenzarsi reciprocamente. In questa prospettiva, la qualità del contatto e la capacità del terapeuta di entrare in sintonia con il tessuto possono condizionare l’efficacia del tocco manuale.

quantum tunneling

L’intenzione terapeutica del tocco

Per raggiungere il massimo grado di sintonia il terapista deve porre la massima concentrazione nel suo tocco, indirizzando con consapevolezza l’intenzione terapeutica verso il tessuto con cui entra in contatto. L’intenzione del clinico non va intesa come un gesto astratto, ma come una modalità in cui il tocco viene modulato in termini di attenzione, ascolto, pressione, tempo e adattamento alla risposta del paziente. Una mano che “pensa” e che interagisce con coscienza può raggiungere risultati migliori rispetto ad una mano distratta, perché rende il contatto più preciso, coerente e rispettoso della risposta biologica del tessuto. Si tratta del “tocco intelligente”, ovvero un concetto fondamentale per raggiungere un effetto terapeutico ottimale. Il tocco intenzionale può essere interpretato anche come un momento di scambio energetico tra terapeuta e paziente, nel quale il contatto non trasmette soltanto una pressione meccanica, ma mette in relazione due sistemi biologici capaci di influenzarsi reciprocamente attraverso segnali percettivi, neurofisiologici ed elettromagnetici.

trattamento atlante

La pratica manuale

La mano che pensa rappresenta lo strumento più importante per il terapista manuale, perché attraverso di essa egli sarà in grado di percepire, ascoltare ed entrare in sintonia con il corpo sul quale viene applicato il contatto. Il terapista deve adattarsi a ciò che percepisce tramite la mano e imparare ad ascoltare le informazioni che provengono dal corpo del paziente. Ogni osteopata deve orientare la propria concentrazione verso le reazioni e verso gli obiettivi da perseguire con una determinata tecnica. La scelta della tecnica e il modo in cui viene applicata dovrebbero quindi essere guidati dall’obiettivo terapeutico e adattati alla risposta del paziente.