Postura ed emotività: il dialogo continuo tra corpo e cervello
1. La postura non è soltanto biomeccanica
Quando parliamo di postura pensiamo spesso all’allineamento della colonna vertebrale, alla posizione delle spalle o del bacino. In realtà, la postura è il risultato di un processo molto più complesso.
Il sistema nervoso riceve continuamente informazioni provenienti da muscoli, articolazioni, cute, sistema vestibolare e vista e le integra per costruire una rappresentazione dello stato e della posizione del corpo.
La postura, quindi, non è una posizione rigida da mantenere, ma un comportamento dinamico e continuamente adattato alle esigenze della persona e dell’ambiente.
E proprio perché coinvolge il sistema nervoso, può essere influenzata anche dal nostro stato emotivo.
2. Le emozioni modificano il modo in cui utilizziamo il corpo
Paura, stress, preoccupazione o tristezza non rimangono confinati alla nostra esperienza mentale.
Possono modificare il tono muscolare, la respirazione, la velocità dei movimenti e il modo in cui occupiamo lo spazio.
Non si tratta necessariamente di una “postura sbagliata”. È una risposta dell’organismo a uno stato di maggiore attivazione o di protezione.
3. Quando il corpo diventa informazione per il cervello
Il cervello riceve continuamente informazioni per regolare il proprio funzionamento.
Ogni variazione del tono muscolare, della respirazione, del movimento e della posizione del corpo produce una quantità enorme di segnali sensoriali.
Queste informazioni contribuiscono alla percezione dello stato interno dell’organismo e vengono integrate con ciò che proviene dall’ambiente e con le esperienze precedenti.
Per questo motivo, stato emotivo e stato corporeo possono influenzarsi reciprocamente.
Una condizione di stress può portarci, per esempio, verso una maggiore rigidità e una respirazione più limitata. Ma mantenere a lungo un corpo rigido, poco mobile e in uno stato di elevata attivazione può, a sua volta, contribuire a mantenere un tono umorale più basso.
Ad esempio una postura molto anteposta può essere associata ad una chiusura della nostra emotività, per via di limitazione del movimento e minor sensazione energetica. Una postura più aperta invece ci aiuta a sentirci più positivi e più autorevoli, con una miglior qualità respiratoria, migliore sensazione energetica e con una capacità di movimento più adeguata.

4. Il diaframma: un ponte tra postura, respirazione ed emotività
Il diaframma è innanzitutto il principale muscolo respiratorio, ma la sua funzione non si limita alla ventilazione.
La sua attività è strettamente collegata ai movimenti della gabbia toracica e dell’addome, alle variazioni di pressione all’interno del tronco e alla relazione dinamica tra respirazione e postura.
Anche la respirazione cambia in funzione dello stato emotivo.
Durante situazioni di stress o allerta possiamo osservare modificazioni della frequenza, del ritmo e della profondità respiratoria. Al contrario, una respirazione più lenta e controllata può contribuire a modificare lo stato di attivazione dell’organismo.
Il diaframma diventa quindi un interessante punto di incontro tra respirazione, movimento, postura ed emotività.
5. Il ruolo dell’Osteopatia
L’approccio osteopatico considera la persona nella sua globalità e osserva come il sistema si adatta e risponde agli stimoli.
Il trattamento manuale fornisce informazioni sensoriali attraverso la stimolazione di cute, tessuti connettivi, muscoli e articolazioni. Questi input vengono integrati dal sistema nervoso e possono contribuire a modificare la percezione del corpo e la risposta motoria.
In quest’ottica, l’obiettivo è di favorire una maggiore capacità di adattamento e di variabilità del sistema.
Inoltre il miglioramento della biomeccanica e della postura agevola uno stato emotivo più positivo, con sensazioni di benessere legate al movimento e alla respirazione. Questi risultati possono essere rafforzati dall’esecuzione di esercizi legati al miglioramento posturale e al rilassamento corporeo.
