Osteopatia craniale

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osteopatia craniale

L’Osteopatia craniale è una disciplina che si basa su tecniche rivolte alla sfera craniale del paziente per conseguire i seguenti obiettivi:

  • Migliorare la circolazione dei fluidi (sangue, liquor, glinfa).
  • Stimolazione del drenaggio venoso e del drenaggio del sistema glinfatico.
  • Stimolazione del sistema parasimpatico e riduzione dell’attività ortosimpatica per equilibrare il sistema nervoso autonomo.
  • Rilascio della dura madre craniale e delle membrane a tensione reciproca che gestiscono l’armonia del movimento cranio sacrale.

RESPIRO CRANIALE E MOVIMENTO CRANIO-SACRALE

sistema glinfatico

L’origine del movimento cranio-sacrale potremmo definirla in due principali movimenti:

  • Primo movens: determinato dalla pulsatilità delle cellule gliali (astrociti) che permette all’encefalo di avere una contrattilità. Questo meccanismo di pulsazione viene chiamato “respiro craniale”.
  • Secondo movens: la pulsatilità dell’encefalo permette al liquor di circolare nel cranio e nel midollo spinale.

La pulsatilità delle cellule gliali e la circolazione liquorale formano insieme il “meccanismo respiratorio primario”. Questo meccanismo crea una tensione delle “membrane a tensione reciproca” la quale viene dissipata lungo l’asse midollare, dall’occipite al sacro, determinando il movimento cranio-sacrale. L’operatore, appoggiando le sue mani sul cranio del paziente, percepirà il respiro craniale come un’espansione e una decompressione delle ossa craniali, proprio come se il cranio stesse facendo dei respiri. Quando le suture craniche vanno in ossificazione il movimento è quasi nullo, per tanto servirà pratica da parte dell’operatore per percepire al meglio questo movimento che è stato quantificato di 0.898 millimetri da uno studio scientifico condotto con risonanza magnetica.

Cortisolo e HPA

L’Osteopatia craniale può avere un forte interesse in relazione alla capacità dell’organismo di gestire lo stress. Attraverso un trattamento craniale, può essere possibile favorire una condizione di maggiore rilassamento e di equilibrio del sistema nervoso autonomo, con una maggiore attività parasimpatica. Questo può avere una relazione con l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), ovvero uno dei principali sistemi coinvolti nella risposta allo stress e nella regolazione del cortisolo. In questa ottica, il trattamento craniale viene visto come un intervento manuale capace di creare le condizioni neurofisiologiche favorevoli alla regolazione del sistema nervoso autonomo e quindi favorire una migliore regolazione di risposta allo stress.

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