Scom e scaleni
Biomeccanica e neurofisiologia
Questi muscoli decorrono nella parte anteriore e laterale del rachide cervicale e una loro disfunzione può creare scompensi biomeccanici posturali. Il trattamento fasciale di tali muscoli può influenzare positivamente l’ambiente neurovegetativo per il passaggio del nervo vago (nella guaina carotidea), del nervo frenico (tra scaleno anteriore e scom), del ganglio stellato e dei gangli cervicali ortosimpatici. In particolare lo scom è innervato dal nervo accessorio (XI cranico) che a sua volta ha anastomosi dirette con il nervo vago. Trattare tali muscoli significa ridurre possibili compressioni neuro-vascolari, favorendo l’attività glinfatica e venosa; studi scientifici moderni stanno studiando il ruolo di questi trattamenti legati al drenaggio delle neurotossine (ancora da dimostrare a livello scietifico).
Disfunzione e sintomi
Una disfunzione di questi muscoli può generare:
- cervicalgia
- irritazione del nervo frenico
- disturbo del mobilità della guaina carotidea e del nervo vago
- alterazioni posturali
- mal di testa
- difficoltà nella deglutizione
- disturbo del reflusso venoso
- disturbo nella respirazione
Trattamento fasciale
Il trattamento prevede la manipolazione connettivale diretta di questi muscoli tramite digitopressioni dinamiche per migliorare la loro elasticità e le loro afferenze. Particolare attenzione al passaggio di nervi, linfonodi e vasi sanguigni, essendo un’area con un ambiente ricco di strutture neuro-vascolari.


